
Eventi, provocazioni, reading, collaborazioni, contenuti, temi, tavoli di discussione, una giostra per la mente e per lo spirito, che da il suo arrivederci al pubblico. Ci vediamo nel 2010
Tanti i contenuti, gli ospiti, i temi, tanto per non parlare delle idee e delle provocazioni del Copyleft Festival targato 2009. Ma facciamo parlare i nomi: Checchino Antonini, giornalista di Liberazione e Dario Rossi, il legale di parte civile del Genoa Social Forum; insieme a parlare di Scuola Diaz e della notte del 21 luglio 2001, quando andò di scena la violentissima irruzione degli agenti di polizia all’interno dell’istituto genovese. Una ferita ancora aperta. Oppure Alberto Talami, l’autore di “Quasi Quasi mi Sbattezzo”, un albo a fumetti andato a ruba, dove Beto, il protagonista della storia, dopo un lungo dialogo con il suo parroco, decide di sbattezzarsi (in piazza Risorgimento, tra l’altro, è stato istituito un vero e proprio Ufficio Sbattezzo che ha riscosso un discreto successo, con diverse decine di moduli presi e compilati da molti interessati).
Fra gli ospiti del Copyleft Festival, anche Riccardo Orioles, giornalista e scrittore, fondatore di “Avvenimenti” e della “Catena di San Libero”; una delle voci più importanti, o meglio, il punto di riferimento del giornalismo anti-mafia in Italia, che ha parlato di informazione e libertà digitale insieme ad Alessandro Bottoni, il segretario del Partito Pirata Italiano. Insieme a loro Wu Ming 2, che insieme a Egle Sommecal dei Massimo Volume, ha intessuto una serata in equilibrio fra musica e storie, con lo spettacolo “Razza Partigiana”, raccontando al vita di Giorgio Marincola, l’unico partigiano nero italiano. Per non parlare di Monica Mazzitelli, agitatrice culturale, scrittrice, autrice trans mediale; Saverio Tommasi, attore e autore del teatro civile, col suo spettacolo su via dei Georgofili; Giuseppe Palumbo, “maestro” del fumetto italiano (collettivo Action30, Martin Mystere, Diabolik), Matteo Casali (sceneggiatore Marvel) e tanti, tantissimi altri.
Tanti i temi d’attualità forti, le proposte e le presentazioni durante la tre giorni, tanto da riscuotere una grande risonanza sulla stampa nazionale: dal nuovo rapporto che a breve potrebbe intercorrere fra Siae e Creative Commons, in fase di discussione (e il festival è stata una delle sedi privilegiate). Una discussione che potrebbe concretizzarsi in un’idea di fondo semplice, ma rivoluzionaria: permettere ai nuovi iscritti alla Società Italiana degli Autori ed Editori di pubblicare anche in CC. O la presentazione del nuovo accesso alla rete Wireless del Comune di Arezzo tramite sms, con il punto informativo fra i padiglioni di piazza Risorgimento, allestito ad hoc per l’occasione, sempre pieno di cittadini interessati.
Un nuovo sistema, voluto dall’Assessore all’Innovazione del Comune di Arezzo: un’eccellenza aretina che tra l’altro, in linea con la filosofia del Copyleft, ha ideato il software in open source, cioè con il codice aperto ed utilizzabile, così che altre realtà potranno usare questo sistema innovativo. Bene anche i workshop, il primo “Karemasky, Questo Sconosciuto”, coordinato da Giuseppe Palumbo e Matteo Casali, in collaborazione con la Scuola Internazione Comix di Firenze: a breve produrrà delle tavole per un vero e proprio albo a fumetti del personaggio che da il nome al locale omonimo di musica dal vivo. Bene anche quello organizzato da Sub Terra, la net label che ad Arezzo ha spiegato il rapporto che intercorre fra la musica e il diritto d’autore libero.
Tante le collaborazioni nate da questa tre giorni del primo festival del settore in Italia: come quella con l’agenzia di comunicazione per il web “Nois3lab”, che ha invtato l’Associazione InProspettiva, organizzatrice del Copyleft Festival, a partecipare al Mozilla Open Party (in onore di Firefox, il più famoso browser internet in open source e il secondo più usato al mondo), a Roma, i prossimi 27 e 28 novembre. Oppure, quella con Ermanno Pandoli, uno dei massimi consulenti legali in Italia sui temi del diritto d’autore (ideatore e curatore del sito liberius.org), uno dei protagonisti della tavola rotonda “Siae e CC: Binomio Possibile?”, che entusiasta del progetto Copyleft, darà consulenza legale gratuita al festival. Per non parlare di Giuseppe Palumbo, uno dei fumettisti più importanti in Italia, che potrebbe essere coinvolto in molte nuove avventure da InProspettiva.
Gli assessorati all’innovazione del Comune e la Provincia di Arezzo, inoltre, hanno avanzato la proposta di aprire un tavolo con le altre associazioni o gli enti interessati all’argomento, per la costruzione di un distretto copyleft ad Arezzo. Prosegue invece la media partnership con la tv satellitare Arcoiris, che è diventata la sede di una grande fetta di pubblico del festival, quello digitale (presto tutti i contenuti saranno scaricabili sia dal sito che da www.arcoiris.tv). Infatti, nell’anno passato, più di 50.000 persone hanno visionato il materiale video del Copyleft Festival 2008. Staremo a vedere come andranno le visite per l’edizione 2009.
Tante cose si sono messe in moto in questi tre giorni di festival, tanti i risultati già ottenuti, ma ancora di più gli obiettivi da raggiungere. L’avventura del Copyleft Festival e della sua filosofia e l’interesse correlato che suscita, in questa terza edizione, è decollato. E per questo, vanno ringraziate molte persone e altrettante associazioni: gli Assessori all’Innovazione di Provincia e Comune, rispettivamente Piero Ducci ed Emiliano Cecchini, che hanno reso possibile l’iniziativa, la Biblioteca “Città di Arezzo, Coingas, la Banca di Credito Cooperativo Valdichiana, l’Arci, il Circolo Aurora, l’Associazione Nausika, la Libreria Leggere, Circù, i giornalisti che hanno seguito la tre giorni… e a tutti coloro che hanno dato il proprio contributo per la riuscita dell’evento…
E quindi che rimane da dire… arrivederci al Copyleft Festival 2010!